- E così voi... cof cof cof... non ne avete la più squallida idea? - domanda scettico il Commissario. Il “cof cof cof” sta per tre colpi di tosse: Minzighina non sopporta il fumo delle sigarette, né tantomeno quello della pipa, che il signor Peppino Zedda non smette di fumare. Eppure, oh, mica è scemo, se ne sarà accorto che al Commissario dà noia.- Deabbéru Commissario, nulla ne so.
- Nemmeno lei... cof cof cof... ne sa niente, signor Piras? - chiede Minzighina strizzando sguardi preoccupati ai mufloni che spuntano dai muri.
- E cosa le devo dire Commissario - gli risponde Gavino Piras - quanto mio cugino ne so, io coi giornali ci incarto le uova che ancora sono calde, tempo non ne ho di leggerli.
- Sarà! Però è un caso davvero strano che voi abbiate iniziato la produzione del morto soltanto pochi mesi prima che iniziassero i furti: intendo gli ormai famosi furti ai danni del vostro omonimo e più celebre concorrente. Del mirto, volevo dire – dice, rannicchiando il più possibile le gambe, le cui estremità un pastore fonnese, che d'un tratto aveva smesso di scodinzolare, ha odorato e poi ringhiato in sordina.
- No guardi Commissario che noi mirto non ne produciamo - lo informa Peppino Zedda (quello con la pipa), e sembra davvero convinto. - I nostri cugini di Oliena, quelli sono che producono mirto, si è informato male, creda a me. Da vent'anni che siamo allevatori, altro che mirto e mirto, vacche e pecore ci trova qui Commissario, su mirtu deu no dhu pode mancu bìdere.
Minzighina e Cozzino si danno per vinti, scambiandosi occhiate lunghe. Minzighina maledice col pensiero Magda per aver confuso le due società e aver dato loro l'indirizzo sbagliato.
Sono già fuori dalla villa quando Minzighina nota qualcosa di insolito. Un gregge di pecore poco lontano che poga. Sissignore quelle pecore pogavano proprio, prendevano piccole rincorse e si sbattevano come dannate l'un l'altra.
- Ma che diavolo...
- Eh Commissario, un po' allegrotte sono, che è il periodo della monta questo – dice Peppino Zedda sorridendo intorno alla pipa e dando di gomito al Commissario.
Ma questa cosa che le pecore pogano perché sono in calore mica gli torna del tutto, al Commissario Minzighina. Si avvicina al gregge. Una pecora lo fissa con uno sguardo incazzato, poi prende la rincorsa. Forse vuole pogare con lui.
Si sente un gran botto, poi si vede Cozzino che piange in un lago di sangue.
- O mio Diiiio! Cosa ho fatto! Per salvare lei, lei, Commissario! povera, pooovera pecorella! Mio buon Dio ti prego non punirmi! O santo cielo, ti prometto farò il bravo d'ora in poi!
Strillava e piangeva e gracchiava preghiere affondando le mani nella lana arrossata.
- Su Cozzino, era solo una pecora, hai fatto il tuo dovere - cerca di incoraggiarlo Minzighina. Ma una nuvoletta di commozione gli sale su fino al naso, con cui più volte tira su.
- Ita cazzu il suo dovere, ponniddes cuss'arma in culu la prossima volta - consiglia Peppino Zedda.
- Mi scusi singor Peppino, è sicuro che queste bestie per caso, no dico, magari non è che sono drogate o qualcosa del genere? - domanda Minzighina trattenendo stoicamente due lacrime che gli rimbalzano tra il naso e gli occhi.
- O, abbellu, una pecora mi avete ammazzato, ora me la dovete pagare e altre storie non ne voglio manco sentire.
- Peppino - implora il cugino con la voce tremante - e diglielo va', che tanto ormai se lo scoprono da soli! Male non ne abbiamo fatto a nessuno, noi!
- Ma ti boles citìre? Ita cazzu ti ses budhindhe in conca?
- Signor Commissario - salmodia Gavino con le mani giunte - la prego di perdonarlo a mio cugino Peppino, che è un brav'uomo, glielo dico io. Però lei ci ha visto giusto, ecco, che queste pecore normali normali non sono... il mirto gli diamo da bere, per fargli la carne che solo le nostre ce l'hanno così buona...ma sto dicendo quel mirto che ci danno i cugini di Oliena: in cambio del pecorino e del latte glielo diamo, che noi non ne sappiamo niente davvero di questa storia del mirto rubato, non rubiamo manco pecore più, che tanto ne abbiamo a fugliadura, davvero dico. E di questa morta sparata non si preoccupi, che ora gliela puliamo e gliela regaliamo pure, che se se la fa bollita piccolino il pranzo buono che si fa... - conclude Gavino con i lucciconi.
- Buca mala tennes tue, figiu dhe bagassa! - Peppino sputa la pipa e si avventa sul cugino, che non fa niente per difendersi e si prende due o tre sganassoni di quelli grossi e presi bene bene in faccia, prima che Minzighina riesca a immobilizzare il sanguigno aggressore e salvare il sanguinante aggredito.
- Povera, pooovera pecorella! - strilla Cozzino - io non merito più di vivere, mi spari Commissario, qui, qui, qui! Voglio morire, voglio morire accanto lei, povera, pooovera pecorella, solo questo mi merito, o mio Diiiiiiiio!


2 commenti:
eh..il mirto, il mirto... fa miracoli!!!
L'unico modo per far rimanere INTERI Minzighina e Cozzino in una stanza con un cane fonnese è far intullare al piccolo Bobby una bottiglia di mirto(da 75 ovviamente), per farlo scodinzolare poi ce ne vogliono almeno 2 (sempre 75 cad.)... basteranno??? ehehheheh i misteri del mirto e di Minzighina sono infiniti...
Già probabilmente Bobby ha seguito la stessa dieta delle pecore, altrimenti come faceva a farsi capire da loro? (Come dice Jose: "Se vuoi farti capire da un ubriaco, prima ubriacati!")
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