sabato, aprile 14, 2007

Il Commissario Minzighina - V

I - II - III - IV - V

Brigida è distesa sul letto nella posizione della sirenetta, con solo qualche pizzo a coprire lo stretto necessario. Tanto vale ammetterlo, è piuttosto arrapante. Minzighina al suo fianco sembra avere gli ormoni abbioccati. Legge il giornale con aria indifferente, come se alla sua destra avesse un'altra lampada alogena.
- Tesoro, oggi non mi consideri per niente. Almeno raccontami com'è andata. Come avete capito che era quel ragazzo, Nocìu, il ladro di mirto?
- Beh, non è stato difficile. Prima cosa ha abboccato come un pollo all'esca che gli avevo portato l'altra volta – risponde pensieroso Minzighina: sta pensando che nella realtà dev'essere difficilissimo vedere un pollo abboccare.
- Quale esca?
- La bottiglia di Mirto da esportazione, quella da 50 centilitri. Solo un sardo affetto da qualche forma di alcolismo paranoico avrebbe accettato quella bottiglia con tanto entusiasmo, dopo la perdita di uno Zedda Piras da 75. E proprio questa patologia, guarda caso, ci era stata suggerita dallo psicologo criminale che lavorava all'identikit del nostro ladro di mirti.
- Ed è bastato questo a incriminarlo? – chiede Brigida mentre fa strusciare delicatamente la sua mano tra le coscie del marito.
- Certo che no. Non sarebbe bastato per motivare l'arresto. Ci sono anche altri due fatti. Il primo è che ispezionando camera sua ho trovato un foglio con scritto: W LA FESTA DI MARCEDDI'.
- Non capisco… - ammette languida Brigida, continuando la sua manovra di avvicinamento alle zone erogene del marito, mentre con l'altra mano da sotto il letto tira fuori un paio di manette.
- Ma come, tesoro - fa Minzighina abbassando il giornale – non ti avevo parlato della scritta che mi era apparsa sulla mappa della Sardegna, unendo i punti corrispondenti ai luoghi dei furti? W LA F… ricordi? Io l'ho capito subito a cosa si riferiva. A Nocìu mancavano ben 73 furti (anzi qualcuno in più, considerando l'apostrofo che funge da accento alla I maiuscola, n.d.a.) per completare il suo folle progetto. Ma deve averlo abbandonato subito dopo la stupida simulazione del furto a casa sua.
- E come mai? - chiede Brigida, sempre più distratta. Infatti ora è occupata ad ammanettare i polsi del marito alla sponda del letto. Lui la lascia fare senza manco dire: "Bah". È vero, poi dice "Beh", ma che c'entra.
- Beh, perché dev'essersi accorto che la nostra isola non è abbastanza vasta per tutta la scritta, considerando le porporzioni delle prime lettere. Nemmeno c'era spazio per andare a capo. A meno che non considerasse anche la zona marina.
- Perché proprio quella scritta? - chiede Brigida, e il sottofondo della sua domanda, e delle due battute di dialogo che seguono, è un rumore frizionale, ossia che concerne l'attrito radente tra due superfici: in questo caso, la mano di Brigida e il molliccio pesciolino di Minzighina, ancora protetto da mutande e pigiama.
- Da una prima indagine – inizia a rispondere il Commissario: immagina di essere intervistato al TG di Videolina e gonfia orgoglioso il petto. Nessun commissario prima di lui era stato intervistato così, ammanettato alla sponda di un letto. - Da una prima indagine – diceva - è emerso che proprio durante la festa di Marceddì Nocìu ha sviluppato questa sua passione, chiamiamola così, per il mirto. Il proprietario di uno dei chioschi sempre presenti alla festa, tale Dino, era amico di uno zio di Nocìu, e sembra non gli facesse mai pagare le bevute di cui egli era ghiotto. "Dino, stappa un mirtino" gli chiedeva senza requiem. Forse per questo, quando poi si è alcolizzato del tutto, Franco Nocìu si rifiutava di pagare per quel nettare divino. Preferiva rubarlo. Nelle notti di delirante astinenza, si travestiva da Goemon e con una vera spada da samurai, recuperata chissà dove, andava a compiere i suoi delitti. Ma noi, noi!, l'abbiamo consegnato alla giustizia. Cioè a noi medesimi – conclude trionfante, ammiccando alla giornalista che lo intervistava.
- E qual è il secondo fatto che dicevi? – domanda Brigida sovrapponendosi alla giornalista (che in realtà non esiste, è chiaro.)
- Il secondo fatto è che l'ultimo furto Nocìu l'ha commesso proprio al magazzino della nostra questura, dove c'era una discreta quantità di bottiglie di mirto.
- Un'altra esca? – chiede Brigida mentre sfila i pantaloni del pigiama a Minzighina, delusa perché la frizione, seppure energica, non ha sortito effetto alcuno.
- No, materiale sequestrato qualche anno fa. Una banda di delinquentelli, tutti di Gonnosfanadiga, spacciava mirti falsi all'uscita dei locali nell'oristanese. Degli Zedda Piras del tutto simili agli originali. Gente senza scrupoli. Nocìu sapeva dell'esistenza di quelle bottiglie nel nostro magazzino, perché a Cozzino gli è scappato detto in sua presenza. Lì per lì l'avrei menato, per questa sua sbadataggine, ma è proprio vero che non tutti i maiali vengono per cuocere.
- A proposito, come sta Luca? – Brigida ha terminato di spogliare Minzighina, e ora si accende una sigaretta, aspira a lungo poi soffia in faccia al marito una movimentata nuvola di fumo, il tutto con molto stile, non c'è che dire.
- Cof cof cof, si sta riprendendo ora, cof cof. Ha smesso di belare in continuazione e ha anche ripreso a camminare su due zampe. Gambe, volevo dire. Purtroppo chiede ancora a tutti gli uomini che incontra se per favore lo possono montare alla pecorina.
- Gli passerà.
- OSSANTOCIELO Brigida, quante volte te lo devo dire che mi fa un male cane quando… cacchio che male… quando mi spegni quella cazzo di sigaretta addosso!?
- Così almeno mi degni di considerazione.
- Ma che stai dicendo? Se finora… ti prego, stammi a sentire, posa quello scudiscio. Brigida, non fare scherzi.
- Io non scherzo mica. E implorami di farti male, testa di cazzo. E stavolta non dimenticarti di chiamarmi puttana.

FINE

Noticina
Le immagini che accompagnano i post del Commissario Minzighina riproducono i coloratissimi quadri di Bob: http://www.bobart.it.



6 commenti:

musmé ha detto...

oh fil..
quanto mi è piaciuto il tuo racconto!
ora che è giunto al termine posso COMPLIMENTARMI SINCERAMENTE E SENTITAMENTE..
spero in un sequel!
chessò .. minzighina alla ricerca del mirto perduto oppure
minzighina va in città :-)

PS.devo inoltre notare con stupore la perfetta sintonia "quadri-racconti"
.. e bravo fil ..

filsero ha detto...

Uhhh! grazie musmettina, che bello che ti sia piaciuto! Quando verrà pubblicato da Comix ci metterò questa dedica: "A Musmè, mia entusiasta ed unica lettrice."
Quanto al seguito... boh... Dipende se a Minzighina capiterà di occuparsi di qualche altro caso interessante :)

Enza P. ha detto...

ciao fil ti scopro per caso qui :)))
gran bel posto.
bella idea e bel blog.
baci

filsero ha detto...

Uh Enza, mi hai beccato :-) Se mai hai avuto dubbi sulla mia serietà, ora te li sei tolti :-P

Baci (e grazie della visita!)

marcy ha detto...

bravo Fil!!! mi è piaciuto anche a me...bravo bravo!!
dino, dino, uquanti mirtini ha stappato!! che nostalgia...

filsero ha detto...

Grazie marcy... Senza Dino in tanti ora non sarebbero mirtomani. Viva Dino! W la festa di Marceddì!