martedì, maggio 16, 2006

la mia prima macchina

Io sono un tipo che si affeziona alle proprie cose alla mia prima macchina poi non era solo affezione
ma proprio amore fisico. Un cruscotto in pura plastica D.O.C. di petrolio marocchino, sedili in acrilico
cinese che per l'epoca era un privilegio, un tocco di classe: un materiale tra i pochi resistenti a
qualsiasi tipo di detergente, trattenevano tutto anche gli odori, col tempo diventavano una sorta di
diario dell macchina. Potevi sapere cosa era successo dalla data di uscita dalla fabbrica.
Una volta l'ho prestata ad un amico lui e' andato a farsi una pizza e poi ha fatto l'amore con la ragazza,
io andando all'universia' con lui il giorno dopo gli dico nell'ordine: il tipo di pizza che aveva mangiato,
la marca di preservativo che aveva usato, e quante scorregge aveva fatto poi! E' vero fa schifo ma io lo sapevo.
Lui si e' tanto stupito che ha creduto avessi facolta' divinatorie. Mi ha prima pregato poi pagato perche'‚
gli rivelassi le domande che all'esame il mese dopo gli avrebbe fatto il professore,
naturamente ho azzeccato solo quella in cui ho detto gli avrebbe chiesto il suo nome poi nulla, risultato
17 con verbalizzazione negativa una specie di caso raro di cicatrice universitaria che ti rimane fino alla laurea,
giorno in cui di fronte alla tua famiglia riunita verra' gridato a gran voce "Nonostante l'infima prova di se data nell'anno...".
Ho perso un amico, ma avevo guadagnato un centone.

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