Mica è solo un modo di dire. Non è che capita tutti i giorni, questo è vero, però sentite. Non mi fa molto onore raccontarlo, ma chi se ne frega: di tempo ne è passato un bel po' da allora. Ora non pensate chissà che roba, soltanto due occasioni. Una peggio dell'altra, questo sì.
Quella meno peggio è capitata che avevo nove anni o qualche fesseria in più. Stavo là vicino a casa a farmi rintontire dal sole. Un motorino che sembra gracchiare si ferma e il tipo mi chiede: «Scusa, sai dirmi dov'è via Lamberti?». In via Lamberti ci abitava Manuel, un mio amico, uno che poi mi ha rotto il naso, ma allora non lo sapevo che me l'avrebbe rotto ed eravamo amici. Insomma la conoscevo proprio bene, 'sta via Lamberti. Quello che mi aveva fermato era uno proprio grosso, col casco pigiato su un barbone gonfio e spinoso. Mica l'avevo mai visto un barbone così: tra un orecchio e l'altro sembrava ci avesse un gatto nero col pelo arricciato. E lui era grosso per davvero, il tipo, sopra quel cinquantino che scompariva come una supposta. Aveva la visiera scura e della testa si vedeva solo il barbone straripare da sotto il casco. Insomma, un po' di paura la metteva. Però mi aveva chiesto qualcosa che io sapevo bene, mentre lui mica la sapeva. E allora avevo un certo vantaggio, si può dire.
«Ehi mi hai sentito? Che hai da guardare? Lo sai o no dov'è via Lamberti?» mi fa lui, con un vocione che sembrava polistirolo che scoppia.
«Sì sì lo so dov'è... allora, lei va dritto su questa strada poi arrivato al semaforo gira a destra e poi subito dopo ancora a destra, e quella là è via Lamberti» gli dico, indicando a vanvera con il dito. Lui mi guarda con la visiera e gorgoglia qualcosa tipo "mmmh", che gli esce più dalla barba che dalla bocca. Poi se ne parte senza dirmi altro. Io rimango là a festeggiare, gliel'avevo proprio fatta a quel grassone.
Poi sto là come prima, ma solo più contento e dopo un po' non ci penso più. Acchiappo una libellula e la tengo per le ali, poi prendo la mira con il medio e quando è bello carico tiro una schicchera alla testolina, che schizza sul marciapiede come una biglia. Mentre sto là a cercarla per metterla nel vasetto insieme alle altre, sento di nuovo gracchiare. Ovviamente era di nuovo il barbone, ma me l'aspettavo mica, allora.
«Senti ragazzino pezzo di merda, ora scendo e te la faccio passare io la voglia di prendere in giro la gente» sbotta lui, e subito fa per scendere dal motorino. Io allora mollo la libellula e anche il vasetto di testoline e corro a casa, nemmeno il tempo di prendere fiato. Che questo se ne veniva dentro a cercarmi, mica ci pensavo: insomma credevo ancora di fargliela. Apro il cancelletto e salto giù in fondo alla rampa, mamma è là che riempie un secchio con l'acqua del pozzo, non le dico niente e mi nascondo dietro la vetrata. Ci vedo mamma anzi la sua ombra che si china per sciacquare uno straccio. Nel mentre mi chiama, mi chiede cos'è successo e perché stavo correndo, io niente, ansimo e basta. Poi sento ancora il vocione.
«Devo dirle qualcosa riguardo a suo figlio, signora» muggisce lui, e a me mi prende un colpo. Ed è proprio allora che mi sono accorto di qualcosa, come due pietre umide che mi pesavano nei calzoncini.
«Deve sapere che suo figlio è un gran maleducato, signora» sento che tuona il grassone. Certo dovrei battermela, ma come faccio, con quegli affari che sento ciondolare. Mi slaccio i calzoncini, tiro il davanti ma non vedo niente di strano, tiro il dietro ma non riesco a girarmi abbastanza. Però la puzza sì che la sentivo. Mai successa una roba così.
«Senta, gli ho chiesto se sapeva indicarmi una via e lui che cosa fa? mi manda in tutt'altra direzione. Sono finito a un distributore, signora.»
Penso di fare in tempo a liberarmi di quei due cosi lì per lì, prima di squagliarmela. Sento il vocione raspare sul vetro. In fretta abbasso calzoncini e mutande fino a terra.
«E come se non bastasse, mentre io ci stavo andando, dove lui mi aveva detto, lui si gira di spalle, si mette con la testa tra le gambe e mi fa un gestaccio strizzandosi il sedere con le mani. Ha capito signora? Le sembra il modo di comportarsi?»
Però mi faceva schifo prendere quei due bozzoli puzzolenti con le mani.
«E così girato e messo mi spernacchia, signora, e mi rivolge persino dei rutti immondi!»
Prendo due rametti dalla catasta di legna lì accanto e cerco di afferrare il bozzolo più grande, come al ristorante giapponese col sushi, però mi scivola sempre via.
«E quando poi torno indietro per dirgliene quattro, lo trovo che tiene sulla bocca una libellula e lui, lui non trova di meglio che sputarmela contro, proprio così signora.»
Decido di lasciare là le mutande e d'indossare solo i calzoncini. È una grande idea, potevo pensarci prima! Allora tolgo un piede e poi l'altro, cercando di non strapazzare le mutande per non sporcarmi il resto. Le prendo su per i fianchi ed ecco d'improvviso la vetrata si riempie dell'ombra gigantesca mentre sento il barbone che esplode: « Mi dica dov'è suo figlio ora, e mi permetta di dargli una lezione » e poi si affaccia, io mi spavento un bel po' e per istinto o non so per che cosa con un gesto tiro l'elastico delle mutande e le faccio partire, poi urlando e col culo per aria scappo nel cortile e mi nascondo proprio là, stretto tra il muro e la gabbia delle galline, a farmi pungere dall'erba secca. Sento mio padre che scende e le voci di tutti che gridano, ma non si capisce più niente. Spero proprio ti sia finita sulla barba schifosa, con la merda e tutto, penso. Poi là rannicchiato penso al modo di recuperare i calzoncini senza che nessuno mi veda e di salire su a prendere il vasetto che era quasi pieno accidenti e poi di raccogliere tutte le testoline che di sicuro son rotolate fuori, prima che arrivi Manuel e se le arraffi lui.


12 commenti:
Ti sei dimenticato di specificare che quel terrificante ciccione si chiamava JURI..
ha preso al volo i tuoi bozzoli puzzolenti e te li ha tirati indietro!!!
Da qui è stata tratta la celebre scena di TRAINSPOTTING ..
o almeno: questa è la versione che sta facendo circolare la tua cara SORELLA..
Ah ah! no no impossibile, povero Juri, non potrebbe essere lui il grassone! Ce lo vedi a 4 anni con la barba lunga a guidare un motorino?... :-)
si...
Juri a 4 anni ne aveva 24...e la barba era finta!
juri a 4 anni era già ergastolano..
ma con la legge simeone..
Fa Grazianeddu di secondo nome?
si..per gli amici GRAZIANEDDU!! Patrizia per salvare Fil è "scesa a compromessi" con il malvagio e terrificante ciccione!! Ancora adesso è di suo proprietà..
Ok ok mi avete convinto, era lui il barbone!
..poi ti ha tirato un pietrone e ti ha sfondato il naso..
Musmé non creare deliberatamene confusione nella biografia di Filsero! quello era Manuel! :-)
Insomma, allora tutto ha un inizio! E' perche' t'hanno tirato un sacco di roba da piccolo... :p
g:\
nonché un sacco di pacchi da grande.. :-/
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