martedì, dicembre 26, 2006

Premio Publog: Fosco. [GianfraH]

E Fosco pensava, pensava... aveva passato tutto il pomeriggio a pensare a quell'attimo mancato, a quelle parole taciute... e più ci pensava più si incupiva. Aveva già chiamato uno degli amici più cari e aveva fissato per una uscita qualche ora dopo: chissà se un paio di birre avrebbero migliorato il suo umore... E mentre si radeva continuava a pensare a quei capelli, a quella bocca... non doveva essere di quelle parti, il viso era troppo ovale, i capelli di quel biondo platino così raro nel Mediterraneo... probabilmente veniva da lontano... sarà stata Americana? O forse Tedesca... chissà... dall'accento non traspariva nulla di particolare, forse aveva studiato l'italiano a scuola... una doccia, una birra di fronte al telegiornale e poi sul divano, ad aspettare che si facessero le nove e mezzo... sarebbe uscito a quell'ora e avrebbe avuto il tempo di passare a prendere l'amico a casa sua.
Prese il telecomando... un altro telegiornale, un gioco a premi, Chuck Norris e le sue acrobazie... nulla... non c'era proprio nulla per ingannare l'attesa, tanto valeva restare sul quiz. Ma la giornata era stata lunga e la stanchezza cominciava a farsi avanti; fu così che agli sbadigli iniziali cominciarono a chiudersi le palpebre, prima per qualche istante, poi si chiusero per un po'... e quando si riaprirono Fosco guardò l'orologio: le undici e mezzo! Era tardissimo, aveva mancato l'appuntamento! Si precipitò al telefono e chiamò l'amico... alla prima non rispose, ma poi dal telefono si udì tanta confusione... il suo amico non vedendolo all'ora fissata era già andato in un locale con altri amici... "Ti raggiugo quanto prima, dammi il tempo di lavarmi la faccia e di raggiungervi... dove hai detto che sei? ...Ah, lì? Restate lì? Non è che mi piaccia tanto... però una birra me la faccio volentieri... poi però si va, che non mi piace stare a sentire tutto quel frastuono...". Poi la linea si interruppe... "Accidenti a quei telefonini, quando serve non funzionano mai!". Il tempo di darsi una sistemata ed era già in macchina: avrebbe dovuto fare il giro della città per raggiungere l'amico... Il suo amico aveva scelto un locale un po' così, in quella che Fosco chiamava "zonaccia": non era mai riuscito a parcheggiare con facilità da quelle parti, l'ultima volta aveva fatto più di un chilometro a piedi per arrivare al locale. Ma tant'era... quella sera aveva deciso che una birra in compagnia avrebbe compensato ampiamente quella camminata a piedi a cui era tanto restio. Fu così che tra un pensiero ed un altro arrivò di fronte al locale... la musica si sentiva fin da fuori, dove un nugolo di persone si riuniva con la sigaretta in mano e capellino in testa per fronteggiare il freddo che entrava fin dentro le ossa. Cominciò così la ricerca del parcheggio... nulla, quella città offriva ben poco e l'aveva sempre odiata per questo... ancor di più odiava il fatto di trovare una macchina che occupava due posti... ma più di ogni cosa odiava le "sorprese", i fogliettini rosa appesi al tergicristallo: quella settimana aveva già preso una multa e non gli andava di prenderne un'altra solo per fare qualche passo di meno... decise pertanto di andare avanti. "Da qui son 10 minuti a piedi... accidenti!!" Eccolo il parcheggio... certo non era il massimo quella zona, quei palazzoni alti, i cassonetti stracolmi di rifiuti, le facce losche delle poche persone che giravano che certamente non davano l'impressione di essere affidabili... c'era oltre un chilometro da lì al locale. "Gambe in spalla Fosco", aveva pensato... Lungo il tragitto il freddo si faceva sentire; la camminata gli fece venire l'affanno e un po' di fumo veniva fuori ad ogni respiro... ogni tanto un lampione si spegneva al suo passaggio, oscurando il marciapiede rendendo ancora l'atmosfera più sinistra. C'era uno strano via vai in quel viale, tutte quelle macchine che rallentavano e ripartivano velocemente... Fosco fece uno più uno, non poteva essere altro in periferia... era pieno di prostitute e lui ci sarebbe dovuto proprio passare in mezzo per arrivare al locale... certo, c'era anche una via diversa, ma avrebbe allungato la strada di molto... e questo non gli andava. Le ragazze erano poco vestite, con i classici abiti del loro mestiere, alcune con il seno prorompente ed in bella mostra, altre con le gambe in esposizione. In tutto questo il viavai dei clienti che contrattavano le prestazioni. Fosco si sentì molto imbarazzato a passare lì in mezzo, tra i clienti che passavano, le ragazze che gli lanciavano delle occhiate e che gli proponevano di fare un "giro" con loro; ma lui tirava dritto avanti, avendo quasi paura di confrontare il suo sguardo con il loro... "certo però che sono bellissime, che peccato..." pensava... "guarda che belle poppe questa, e che bel visino questa, avrà vent'anni...". E così continuò a passare in mezzo alle ragazze, lo sguardo un po' intimorito da tutta quella mercanzia esposta ed il passo veloce. E più andava avanti, più sorrisi riceveva, quando ad un tratto vide un volto che aveva già visto: anche lei riconobbe il volto di lui e con le mani si fece schermo sul viso, quasi vergognandosi. Era la ragazza del treno, quella incontrata la mattina... faceva la prostituta. Dentro di lui una voce gli diceva di tirare dritto, di far finta di nulla e andare avanti; ma il cuore batteva forte... quando le fu vicino si fermò... "Ciao" fece lui con voce tremolante... lei le girò le spalle, ancora con le mani sul viso... Fosco capì l'imbarazzo e fece per andare via. Fu lei a fermarlo... "no, scusa... ragazzo del treno". Fosco tornò indietro: erano lì, imbarazzatissimi... "ti va di parlare?" fece lui... "devo lavorare..." fece lei, arrossendo. Non sapeva che fare... la via più ovvia era quella di offrirle del denaro, ma si sentiva in imbarazzo... " e se ti porto via per un po', quanto dovrei pagarti?" fece lui... "Dipende cosa ti va di fare" rispose lei... rientrando nell'ambito professionale e ammiccando con lo sguardo. "Veramente io vorrei solo fare due chiacchiere e gli amici mi aspettano per una birra laggiù". Lei era stupefatta, abbassò lo sguardo ed arrossi'... sembrava stupita da quel trattamento, abituata com'era a trattare con le persone dell'altro sesso. "Senti, mi piacerebbe parlare con te, ma io devo guadagnarmi la serata". Fosco non ci pensò due volte: si frugò nelle tasche... aveva un cinquantone, due biglietti da 10 e qualche moneta qua e là... "questo è tutto quello che ho... se vuoi ho un bancomat... andiamo?" "Dove?" fece lei... "Di là ho la macchina, andiamo e facciamo due chiacchiere...poi ti riporto qua" . E così i due andarono verso la macchina... "Come ti chiami?" fece Fosco, per rompere il ghiaccio... "Irina, e ho 24 anni, vengo da Ucraina". Fosco era molto imbarazzato, non era mai andato con una prostituta... "sai, per me è molto strana questa situazione, ti ho vista questa mattina e non faccio altro che pensare a quell'occasione... poi adesso ti ho rivista... uno scherzo del destino..." Lei sorrise con gli occhi... sembrava in imbarazzo più di lui...Arrivarono alla macchina...lui aprì lo sportello... lei si sedette... entrò anche Fosco; adesso erano lì, in quel parcheggio... la voglia di Fosco di fare due chiacchiere era di colpo svanita... fu lei che esordì con "allora, di cosa volevi parlare?" "Dimmi di te""Te l'ho detto, sono Irina, vengo da Ucraina e ho 24 anni..." "Certo che è bella" pensava Fosco guardando il viso di lei illuminato da un lampione... Irina era imbarazzata "Senti, non posso accettare i soldi in cambio di nulla, e io devo lavorare... sono brava, sai!". Fosco stava per cedere, sarebbe stata la sua prima volta con una prostituta... coi pochi soldi che aveva poteva permettersi ben poco... "bando alle ciance" pensò... e annuì... Fosco era imbarazzato... diede un'occhiata agli specchietti: nel parcheggio non sembrava esserci nessuno... si slacciò la cintura e Irina capì... iniziò anche a sganciarsi i pantaloni quando ad un certo punto sentì qualcuno che bussava al finestrino.
"Signori, cosa state facendo???"
Era un vigile... "Nulla" fece Fosco imbarazzatissimo, tirandosi su i pantaloni... "...solo due chiacchiere!" Il vigile annuì... "Certo, certo... quanto meno sposti questa macchina, che qui è zona residenti e non vedo il cartellino!" Fosco non se lo fece dire due volte... infilò la chiave nel quadro e ripartì, dirigendosi verso il luogo dove aveva prelevato Irina. Lei non aprì bocca fino a quando arrivarono... Fosco prese i soldi e glieli porse... lei li rifiutò. "Posso rivederti? Mi dai il tuo telefono?" E lei: "mi trovi qui, anche domani sera", sorridendo.
Lei chiuse lo sportello e salutò con la manina infreddolita... Fosco si diresse verso il locale, dove lo accolsero gli amici... in tutta la sera non spiccicò parola, pensava solo a quello che gli era accaduto. Aveva uno strano sorriso in faccia, quasi soddisfatto... finì in fretta la sua birra, salutò in fretta e furia gli amici che lo guardarono stranito... fece le scale a due a due e andò a riprendere la sua Irina che era ancora lì che lo aspettava... Fu solo allora che udì il trillo di un telefono... fece per girarsi...ma da dove veniva?
Riaprì gli occhi... era sul divano. Solo allora realizzò di essersi addormentato e di aver sognato tutto! Prese il telefono... "Dove cazzo sei?" gli fece l'amico... "mi sono addormentato... mi do una sistemata alla faccia e arrivo!!!"."Dai, sbrigati, è mezz'ora che ti aspettiamo!" fece l'amico... "Fatti bello, così ti presento Irina, la sorella della mia ragazza".
Una doccia gelata gli scese sulla schiena... aveva detto proprio Irina! "Arrivo! Dove siete?""Siamo al Porto, stasera non c'è Cofone!"
Fosco salì in macchina e partì e con il viso che gli sorrideva.

1 commenti:

filsero ha detto...

Cavolo GianfraH, ti ci sei impegnato un bel po' !
Sono quasi commosso :,-)
Il casino in questo concorso è trovare qualcuno che voti...
Forza publogger, che tempus fugit (insieme alle pinte).