venerdì, dicembre 29, 2006

Premio Publog [antenor]

Ma in fondo CHI SE NE FREGA!!!!!!
La vita è già abbastanza complicata di per sé, inutile menarla con fantasie campate in aria.
Pensò Fosco con un sussulto di realismo, un realismo un po' falso e solo in parte consolatorio: in fondo era solo deluso del suo goffo approccio, facilmente dimenticato dalla ragazza, come facimente si dimentica una bella vetrina in una passeggiata per la città. Meglio uscire subito dalla stazione.
Un'occhiata all'orologio appeso alla parete che solo 5 ore prima segnava le 6 del mattino quando era partito per Roma. "Spero di arrivare in tempo al negozio" si chiese, ma si trattava solo di correre non badando alla miriade di turisti che in questo periodo affollavano le strade.
La cosa che più gli aveva pesato di questa consegna era la levataccia che aveva dovuto fare, alle 5 del mattino, per prendere il primo treno per Roma con l'ordine di tornare il prima possibile a Firenze, dopo essere passato a ritirare un minuscolo pacco in un magazzino anonimo del centro della capitale. Un pacco che poi lo aveva incuriosito fin dal principio: nessuno aveva accennato al contenuto, doveva essere a Firenze entro le 12:30. Era leggero ma gli era stata raccomandata la massima attenzione per la sua estrema delicatezza. Era da solo un mese che lavorava per il corriere ma questa segretezza gli sembrava inconsueta, sospettava qualcosa, un'idea più chiara se la sarebbe fatta al momento della consegna: in caso di destinatari scrupolosi questi avrebbero verificato l'integrità del contenuto e lui poteva darci un'occhiata, ma anche in caso di accettazione poco attenta poteva comprendere di cosa si trattava dando uno sguardo al tipo di negozio. Non l'aveva sentito prima: Balducci, via Cavour 17.
"Sarò passato in via Cavour migliaia di volte ma io Balducci non l'ho mai visto. E sì che oramai cambiano negozi in 3 giorni, ma ci sono passato appena l'altro ieri." Intanto affrettava il passo per poter raggiungere entro le 12.30 il recapito. Problemi di traffico nel centro di Firenze ormai non c'erano da tempo, e per lui questo era sicuramente un vantaggio anche se molti non avevano ancora digerito la storia dello "Sfruttamento Intensivo dell'Industria Turistica", SIIT, propinato dalla nuova giunta comunale. Oramai nessuno abitava più nel centro, quelle in giro erano solo delle comparse ben organizzate che si limitavano a recitare il loro ruolo indirizzando il flusso di turisti nelle zone delle promozioni del giorno: Santa Croce il giorno delle pelli, il Duomo per l'artigianato fiorentino (made in China) e quant'altro gli esperti di marketing potevano escogitare. Gli addetti ai lavori, quindi non turisti, per evitare di essere "importunati" dai sedicenti attori da allora hanno l'obbligo di girare con dei minuscoli trasmettitori per segnalare la loro diversità dalla mandria di turisti. Quindi idraulici, elettricisti, corrieri e tutti gli operai dell'industria "turistica fiorentina" utilizzano tutti questo tipo di segnalazione per girare indistrurbati per le vie del centro.
Spesso a Fosco era capitato di osservare l'avvicinarsi di uno di questi teatranti ad un "operatore" il cui aspetto poteva indurre a scambiarlo per un turista. Dapprima l'atteggiamento dell'attore era gioviale, sorridente e allegro da "typical italian" poi, al giungere in prossimitá del falso turista, la segnalazione del trasmettitore causava un repentino se non fulmineo cambiamento di atteggiamento: l'attore cambiava espressione smettendo si sorridere, schivava come un ostacolo il falso turista non concedentoli neanche un saluto. Una scena degna di un episodio di schizofrenia.
Via Cavour era ormai vicina, piano cominciavano a scorrere i numeri dispari sul lato della via: 3,5,7...17. Arrivato a destinazione finamente. Di fronte a lui una splendida vetrina, rifinita ai bordi con la stessa cura con sui sono scolpite le colonne delle porte del duomo. All'interno di queste colonne nessuna merce esposta, nessun gioiello nessun abito costoso, niente che valesse la sontuosa cornice, solo un vetro a specchio che rifletteva deformadola leggermente la persona che in quel momento si trovava di fronte. Il numero era gusto e il nome sull'insegna riportava "Balducci" non c'era possibilitá di errore. Fosco spinse la porta ed entró nel negozio.
Dentro uno sfavillare di luci riflesse da mille specchi alle pareti quasi lo accecarono. All'interno alcune graziose commesse vestite in modo elegante ma nessun cliente, ai lati delle teche di vetro contenevano piccoli gioielli, cornici, preziose penne: ma non sembravano oggetti in vendita, davano l'impressione di essere solo esposti come in una preziosa mostra d'arte.
Poco importava a Fosco delle ultime trovate del marketing fiorentino lui doveva solo consegnare il suo pacco. Si avvicinó ad una delle commesse che gli stavano di fronte.
"Dovrei consegnare questo pacco" disse aprendo la borsa e mostrandolo; lei, con un fare glaciale senza rivolgergli la parola gli fece cenno di seguirla, di lì a pochi passi, di fronte ad una teca vuota chiese: "Lo apra, per favore, e ne posi il contenuto sulla teca, la prego" .
Non che la cosa gli competesse, il cliente deve aprire i suoi pacchi e verificarne il contenuto, gli era stato detto fin dal primo giorno. Ma il luogo, il fare della commessa, forse la sua stessa voce lo indussero a non replicare e ad aprire il pacco. Sfilò dapprima lo spago intorno e aprí da un lato la carta. Al suo interno una scatola di cartone, la sfiló dalla carta senza che fosse necessario strapparla. La scatola era una custodia composta da due parti una esterna e una sfilabile da un lato, che forniva un supporto al contenuto. Prese il lato sfilabile della scatola e lo tiró. Al suo interno una cornice per fotografia argentata. Prese la cornice poggiando a terra la custodia di cartone. Professionalmente cominciò a verificare sui vari lati la presenza di danni. Accertata che fu l'integrità si rivolse alla ragazza chiedendo conferma dell'accettazione. Lei , senza guardare con la minima attenzione la cornice gli sorrise amabilmente dicendo: "Tutto bene". Fosco si avvicinó alla teca e posó la cornice. Bellissima, ornata ai bordi con delle preziose serigrafie, al suo interno un'immagine che dai colori sembrava non abbinarsi con la preziositá delle rifiniture: delle linee orizzontali, e una persona sullo sfondo. Si avvicinó per curiositá all'immagine: era il binario della stazione di Firenze che dieci minuti prima aveva lasciato, solo che ora era deserto, una sola persona sullo sfondo: la ragazza lasciata prima in compagnia del vecchio. Ora era sola in piedi sul binario, non sorrideva, guardava fissa di fronte a se come rivolgendo all'autore della foto una implorante richiesta d'aiuto. Corri Fosco corri.

Autore: antenor

1 commenti:

filsero ha detto...

Antenor si unisce alla ben nutrita ma assetata schiera dei partecipanti al
Premio Publog
con un finale futuribile dai risvolti misteriosi. Per aiutarvi a seguire le peripezie di Fosco
in questa avventura ecco il programma di viaggio che gli ho fregato dal borsellino:
ore 5:00 sveglia
ore 6:00 partenza da Firenze per Roma
tra le 6 e le 11 arrivo a Roma. Prelevare il pacco e ripartire per Firenze
ore 11:00 arrivo a Firenze
tra le 11 e le 12:30 raggiungere via Cavour 17
ore 12:30 recapitare il pacco.
D'ora in poi, se mentre girate per il centro di Firenze qualche sconosciuto vi fermerà con un gran sorriso in bocca, saprete il motivo.