Serena è sempre stata una bambina per conto suo...
un po’ strana ma mai infantile, intelligente, spontanea, timida e giudiziosa...
mai semplice da capire.
Girava tutto il giorno per il quartiere, in compagnia una bambola in pezza con delle lunghe gambe disarticolate... proprio come le sue.
Non la abbandonava mai, per nessun motivo, un po’ come la Linus con la sua famosa copertina.
Ma la sua non era una psicosi, Serena in realtà non era serena e aveva dei validi motivi.
La bambola rispondeva al nome di Paola (rispondeva nel vero senso della parola), era di carnagione olivastra, per conto suo, un po’ strana ma mai infantile, timida e giudiziosa ma, aimé, non godeva della simpatia dei due fratelli:
Ernesto ed Evarista.
Vita dura per una bambola..
Serena non la lasciava mai sola perché tutte le volte che la perdeva di vista la ritrovava scempiata a causa delle incursioni della sorella Evarista che puntualmente la aggrediva, arrivando persino a proferire contro di lei parole assolutamente indecorose per una signorina.. ma fortunatamente incomprensibili per una bambina!
Così tutte le volte Paola diventava un po’ più triste... un po’ più silenziosa ...
e inevitabilmente un po’ più brutta!
In realtà Evarista non si accaniva sulla povera Paola per semplice cattiveria ma Serena, le rare volte che se ne distaccava, riusciva sempre a lasciarla nei punti più strani, conciata nella maniera più improbabile, nella posizione più assurda!!
Così Evarista quando se la trovava di fronte all’improvviso, sogghignante e sprezzante, si spaventava (probabilmente per via dell’incredibile somiglianza con la sorellina) e puntualmente scaricava l’adrenalina con una pioggia di calci e pugni.
Un sistema un po’ brutale, ma non voglio raccontarvi della volta che Evarista ha scambiato Serena per Paola...
Il caro fratello Ernesto invece si preoccupava per gli equilibri mentali della giovane sorellina ma il massimo che poteva fare era cercare di far sorridere nuovamente l’adorata Serena.. ogni volta con una sorpresa diversa, un regalo nuovo o un gioco originale... e solitamente riusciva nel suo intento.
Non riusciva però a placare l’impetuosa Evarista, un ciclone in giro per casa, che sbatteva agli stipiti delle porte, dava spallate ai quadri e ogni tanto, quando si presentava l’occasione, prendeva a calci Paola.
In realtà era una cara sorella.. voleva tanto bene a Serena.. e un pochino anche a Paola! Era sempre lei a rammendarle le ferite dopo la battaglia, con cura e pazienza, e questo era il suo modo di farsi perdonare.
L’esplosione si verificò il 7 agosto del 1992.
La cara Serena era sparita, l’intero quartiere era alla ricerca della bambina con bambola a seguito, biciclettina rossa con gomme a terra (non poteva essere andata lontano!!!! Dicevano tutti..), cappellino in feltro azzurro, ginocchia sbucciate e vestitino giallo.
Ernesto ed Evarista in due sul vecchio motorino nero, senza bollo e senza casco, con quattro occhi da pazzi cercando la sorella, tutti e due con qualcosa da farsi perdonare.. i sensi di colpa che si accavallavano.
È forse stato per quella volta che ho tirato Paola nel caminetto? L’ho trovata seduta al mio posto cacchio... pensava Evarista... comunque l’ho subito spenta e con il nuovo taglio di capelli neanche si nota anzi, è persino diventata più carina... sembra più giovane!
Ernesto invece ricordava il disgusto sul suo volto quando quella notte si era presentato in camera sua alle 5 del mattino, completamente ubriaco, indossando con disinvoltura e orgoglio il tappeto appena regalato da Zia Rita ad Evarista per i suoi 12 anni: un lupo squartato con tanto di testa impagliata... de gustibus
Per la povera Serena era stato un cattivo risveglio ma poco dopo aveva preso sonno e aveva sognato cappuccetto rosso.
Però lei era il cacciatore e aveva liberato il fratello:
era una bambina forte e con i nervi saldi!!
Ricerche inutili....
erano rientrati disperati e soli,
un mirto allungato col caffé prima di avvertire la polizia..
E visto che voglio temporeggiare provo a fare un po’ di cacca, pensava Evarista, potrebbe essere la volta buona...
e nel frattempo Ernesto si aggiustava il suo ciuffo dei tempi andati guardandosi riflesso nel quadretto in cucina, ricordo della sua prima comunione...
Ma ecco che nel bagno, lunga e distesa giaceva dentro la vasca piena di schiuma Serena, ancora vestita, completamente immobile... con un ramo di castagno in ammollo, e qualche albicocca galleggiante!!
Urla e strazio, come, perché, quando... !!!
Quando ecco arrivare bella saltellante…
PAOLA???
Ma non può essere...
cazz ci siamo confusi, quella nella vasca è Paola e questa STRONZA è Serena!!
Questo cosa vuol dire secondo voli?
Che Serena stava facendo il bagno a Paola... ??
Comunque sia, dopo un simile episodio Paola deve lasciare questa casa... strilla Evarista Insieme al tappeto di Zia Rita visto che ci siamo!! aggiunge Ernesto... che non aveva ancora proferito verbo per lo spavento!!
Saggia idea...
La tecnica utilizzata un po’ meno: defenestrazione!!
E fu così che un’altra bambina (Pasquale), che per sua sfortuna passava sotto la bellicosa casa proprio in quel momento, fece una brutta caduta dai pattini (per via degli strani oggetti volanti, rovinosamente caduti a terra) ma anche una nuova amicizia... e rientrò a casa sanguinante ma felice, con un nuovo tappeto per la sua cameretta (per la felicità di mamma) e una bambola bruciacchiata senza capelli (e senza denti).
...e questa è la volta che hanno scambiato Paola per Serena.
Paola ha cambiato casa ma ora è una bambola felice.
Serena dal giorno non ha più parlato con nessuno (mutismo selettivo: aspetta Paola) ma si sta diplomando via sms in psicologia applicata all’infanzia.
Ernesto è ormai divenuto un noto professionista ma nel weekend impaglia animali selvatici (e li indossa)
Evarista ... non fa un cazzo, ma ha trovato qualcun altro da pigliare a calci.
Ogni riferimento a fatti, persone o luoghi realmente esistenti è del tutto casuale.
sabato, febbraio 24, 2007
Serena va in città [Ballottaggio Premio Publog]
Pubblicato da
musmé
alle
7:42 PM
Etichette: finali Premio Publog, racconti
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